Questo è stato uno degli ultimi scritti di Giorgio Salvetti, pubblicato prima del suo inspiegabile suicidio.

 

 

Milano, sgomberato il centro sociale Lambretta

 

 Giorgio Salvetti, MILANO, 26.8.2014 “Il Manifesto”

 

http://ilmanifesto.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/03/lambretta-milnao.jpg

Milano, il centro sociale Lambretta

 

 

Come vole­vasi dimo­strare. Ieri all’alba a Milano è stato sgom­be­rato il cen­tro sociale Lam­bretta. Ormai se lo aspet­ta­vano tutti. Si sapeva che sarebbe suc­cesso que­sta set­ti­mana. Le forze dell’ordine hanno fatto irru­zione ma non ci sono stati scon­tri. Sei anta­go­ni­sti sono saliti sul tetto di una delle vil­lette occu­pate in zona Piola e ci sono rima­sti per tutta la gior­nata men­tre sulla strada si radu­na­vano sim­pa­tiz­zanti in attesa della mani­fe­sta­zione che si è svolta ieri sera alle 20 pro­prio in piaz­zale Fer­ra­villa (zona Piola).

Nelle vil­lette, di pro­prietà dell’Aler, ave­vano tro­vato casa anche alcuni rom che per lo più non si sono fatti tro­vare al momento dello sgom­bero, e una una cop­pia di gio­vani peru­viani con bam­bini che que­sta notte ha dovuto arran­giarsi da parenti per­ché, come spesso suc­cede, i dor­mi­tori offerti dalle strut­ture comu­nali com­por­tano orari e regole impra­ti­ca­bili per chi ne ha dav­vero biso­gno. Si tratta del tipico sgom­bero di ago­sto, e per que­sto tanto più vile e ingiu­sto. Ma soprat­tutto è il secondo a Milano nel giro di un mese. Qual­che set­ti­mana fa infatti era stato sgom­be­rato il cen­tro sociale Zam — e in quel caso era volata anche qual­che manganellata.

Zam e Lam­bretta sono tra le realtà di movi­mento più nuove di Milano e tra le più deluse dalla giunta aran­cione gui­data da Giu­liano Pisa­pia. Si sareb­bero aspet­tate ben altro atteg­gia­mento in tema di cen­tri sociali visto che in cam­pa­gna elet­to­rale il futuro sin­daco aveva pro­messo di tra­sfor­mare Milano in una nuova Ber­lino e visti i con­tatti che inter­cor­re­vano tra gli anta­go­ni­sti e alcuni uomini molto vicini a Pisa­pia. Da palazzo Marino ci ten­gono a pre­ci­sare che que­sta volta è stato sgom­be­rato uno spa­zio di pro­prietà di Aler, l’ente che gesti­sce le case popo­lari e che dipende dalla Regione. Zam, però, aveva tro­vato casa in una ex scuola, ma non per que­sto è stato rispar­miato dalla volontà di ripu­lire la città in vista di Expo nono­stante il pro­prie­ta­rio di quello sta­bile fosse pro­prio il comune.

La giunta aran­cione all’inizio dell’estate aveva ten­tato una media­zione isti­tuendo un tavolo per discu­tere di spazi sociali. Que­sti due sgom­beri però, di fatto chiu­dono la par­tita, almeno per quanto riguarda i cen­tri sociali. Quella trat­ta­tiva è fal­lita e adesso si deve aprire una fase nuova e dif­fi­cile. Tanto più che nel frat­tempo Palazzo Marino ha invece acqui­sito la pro­prietà dello sta­bile occu­pato dal Leon­ca­vallo gra­zie a uno scam­bio con la fami­glia Cabassi. Una mossa che apre a una nor­ma­liz­za­zione senza pre­ce­denti e che basta e avanza per sca­te­nare una cam­pa­gna furi­bonda delle destre oltre a lasciare per­plessi anche molti espo­nenti del Pd.
Dif­fi­cile dun­que imma­gi­nare che il Comune abbia ulte­riori mar­gini di mano­vra per gestire come avrebbe dovuto anche le pre­ve­di­bili nuove occu­pa­zioni di Zam e Lam­bretta. Loro lo spa­zio dovranno pren­der­selo da soli. E lo faranno molto presto.